N. 95 min di lettura

Il mercato

I tassi sono risaliti. Sulla tua rata contano tre scelte

Il 29 ottobre la BCE ha lasciato fermi i tassi, dopo due rialzi: i numeri sui mutui e le tre scelte che pesano sulla tua rata.

Matteo SaraconiConsulente immobiliare

E adesso, la rata? Se cerchi casa tra il lago e il mare, o hai già un mutuo, la decisione della BCE ti riguarda.

Il 29 ottobre la Banca centrale europea ha lasciato i tassi dove erano: il tasso sui depositi resta al 2,50%, dopo i due rialzi di giugno e di settembre. Una pausa, però, non riporta indietro la rata.

Due rialzi e una pausa: cosa ha deciso la BCE

Dopo i tagli del 2024 e del 2025, quest'anno la BCE ha cambiato direzione.

Il riferimento che orienta il mercato è il tasso sui depositi. È salito dal 2% al 2,25% il 17 giugno, e al 2,50% il 16 settembre. Il 29 ottobre, invece, sono rimasti fermi tutti e tre i tassi ufficiali.

Come mai i rialzi? Il motivo è l'inflazione, spinta dai prezzi dell'energia saliti con il conflitto in Medio Oriente. Secondo Eurostat, a settembre nell'area euro è arrivata al 3,8%.

Cosa farà, ora? Per i prossimi mesi la BCE non ha promesso niente: decide riunione per riunione, guardando i dati. La prossima decisione è il 17 dicembre.

Cosa è già successo ai mutui

Intanto, nei numeri della Banca d'Italia, il costo dei mutui è già salito.

Ad agosto il TAEG medio dei nuovi mutui per la casa, che comprende il tasso e le spese principali, era al 3,99%. A luglio era al 3,81%.

3,99%Il TAEG medio dei nuovi mutui per comprare casa, agosto 2026Banca d'Italia, «Banche e moneta: serie nazionali», 9 ottobre 2026

Nello stesso mese più famiglie hanno scelto di fissare il tasso più a lungo. I nuovi mutui con il tasso che cambia entro un anno erano il 23,9% del totale, poco meno di uno su quattro. A luglio erano il 29%.

Si sono mossi anche gli indici su cui le banche costruiscono le offerte. Secondo i valori pubblicati da MutuiOnline, il 23 ottobre l'Euribor a tre mesi, la base di molti mutui a tasso variabile, era al 2,67%.

L'IRS a 25 anni, la base dei fissi di quella durata, era al 3,38%.

Quanto pesa sulla rata

Cosa vuol dire, in euro, mezzo punto in più? Prendi un mutuo di 150.000 euro a 25 anni.

Al 3,5% la rata è di circa 751 euro al mese. Al 4% sale a circa 792 euro: 41 euro in più al mese, circa 490 euro l'anno, più di 12.000 euro in tutta la durata del mutuo. È una nostra elaborazione, a tasso fisso e senza spese.

Sono cifre che si sentono, e che si possono governare. Sui tassi non decidi tu. Su come imposti il mutuo, sì.

Nelle nostre zone

E da noi? Nei dodici mesi fino a marzo 2026 i mutui per la casa sono cresciuti anche fuori Roma. I dati sono di Kiron, la società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, su base Banca d'Italia.

In provincia di Viterbo le banche hanno erogato 176,3 milioni di euro, l'11,6% in più dei dodici mesi precedenti.

In provincia di Roma ne hanno erogati 5.977 milioni, l'11,5% in più.

Nel primo trimestre 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, le due province si sono divise: Viterbo è salita del 4,4%, Roma è scesa dell'1,8%.

Sono dati di prima dei rialzi di giugno e settembre, e misurano quanto credito va alle famiglie che comprano casa.

A Roma, nel secondo trimestre 2026, il 58,9% delle case comprate da privati è stato pagato con un mutuo: quasi sei su dieci. Il dato è dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate.

E molti romani la casa la cercano fuori città, come abbiamo raccontato nel Journal: tra il lago di Bracciano e i Cimini.

Per loro, e per le famiglie che vivono già tra il lago e il litorale, il mutuo è spesso la strada per comprare. Conta come ci si arriva: con un reddito chiaro e un anticipo pronto.

Le tre scelte che contano

Il budget, prima della casa. Prima di parlare di immobili, parliamo di esigenze: quanto vuoi spendere ogni mese, quanto puoi anticipare, cosa ti serve.

Con i tassi più alti, un budget chiaro in partenza ti fa visitare solo le case che la tua rata regge. Ne parliamo nella guida su come comprare casa partendo dal budget.

Fisso o variabile, deciso sulla tua vita. Con gli indici di oggi il variabile di solito parte più basso, e la rata segue il mercato. Il fisso costa qualcosa in più all'inizio, e resta uguale fino all'ultima rata.

La scelta dipende dal tuo reddito, dal margine che ti resta ogni mese e da quanto vuoi dormire tranquillo. Trovi i criteri nella guida sul tasso fisso o variabile.

La banca solo se ti serve, scelta con calma. Chi compra senza mutuo può anche non guardare Francoforte. Chi ne ha bisogno chiede il TAEG a più banche, e lo confronta.

Nella proposta d'acquisto, poi, la condizione mutuo lega l'impegno alla delibera della banca entro una data. Se la banca dice no, la proposta perde effetto e, come spieghiamo nella guida, ti tornano le somme versate.

E se il mutuo ce l'hai già? Con il tasso fisso non cambia niente. Con il variabile, la rata segue l'Euribor al prossimo aggiornamento previsto dal contratto.

Se trovi condizioni migliori, la surroga ti permette di portare il mutuo in un'altra banca senza spese a tuo carico.

Sui tassi non decidi tu. Su come imposti il mutuo, sì.

In pratica

  • Se cerchi casa: fissa la rata che vuoi pagare prima delle visite, e tieni un margine se i tassi si muovono ancora.
  • Se scegli il mutuo: chiedi a più banche il TAEG e una simulazione della rata con tassi più alti.
  • Se firmi una proposta: inserisci la condizione mutuo, con una data chiara.
  • Se hai già un variabile: controlla nel contratto quando si aggiorna la rata, e valuta la surroga.

E la rata, allora? Il 17 dicembre la BCE deciderà di nuovo. Il tuo budget, invece, puoi conoscerlo già oggi.

Matteo

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