N. 25 min di lettura

Il metodo

Prima di parlare di immobili, parliamo di esigenze

La prima domanda giusta non è «quanto vale la casa?». È «cosa ti serve?». Dalla risposta dipendono prezzo, tempi e strategia.

Matteo SaraconiConsulente immobiliare

«Quanto vale la mia casa?» È la prima cosa che ci chiedono, spesso già al primo contatto.

È una domanda giusta. Viene però dopo un'altra, che quasi nessuno fa: cosa ti serve?

Dalla risposta dipende quasi tutto il resto. Il prezzo da cui partire, a chi proporre la casa per primo, quanto tempo darsi, cosa succede il giorno dopo il rogito.

Dietro una vendita c'è un progetto

I numeri lo confermano. Nel 2025 l'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato oltre 45.000 compravendite della sua rete. Il 44,4% di chi ha venduto lo ha fatto per migliorare la propria abitazione, il 43,3% per avere liquidità, il 12,3% per trasferirsi.

85%di chi vende la casa in cui vive lo fa per comprarne un'altra.Tecnoborsa, indagine sulle famiglie italiane, biennio 2022-2023

Per molte famiglie, vendere è solo metà del lavoro. L'altra metà è la casa dopo.

Chi vende, poi, ha spesso alle spalle molti anni in quella casa. Sempre secondo Tecnocasa, l'età media di chi vende è di 56 anni e mezzo, e più di un venditore su tre ha superato i 64. Ha tempi e progetti diversi da quelli di una giovane coppia. Una valutazione che non lo sa parla a tutti allo stesso modo.

Due case uguali, due strategie opposte

Pensa a due appartamenti identici, nella stessa via di Bracciano. Stessa metratura, stesso piano, stessa vista.

Il primo proprietario deve trasferirsi per lavoro entro tre mesi. Ha bisogno di tempi certi più che dell'ultimo euro. Il secondo vuole una casa più grande, e vende solo se trova quella giusta. Ha bisogno di incastrare due compravendite.

Stessa casa, stesso valore. Tutto il resto cambia: il prezzo di partenza, a chi proporla per prima, quanto tempo darsi, come gestire l'acquisto della casa nuova.

Una valutazione che non conosce queste differenze dà lo stesso numero a tutti e due. E almeno uno dei due lo userà male.

Il prezzo che ti serve e il prezzo del mercato

C'è un ragionamento che si sente spesso, e si capisce. Chi deve comprare dopo parte dalla cifra che gli serve: «Per prendere quella casa mi servono 230.000 euro, quindi la mia la metto a 230.000».

È umano. Solo che il mercato non lo sa. Chi compra non conosce i tuoi conti: conosce i prezzi delle case come la tua, e confronta.

Partire dalle esigenze serve proprio a questo. Se la cifra che ti serve è più alta del valore di mercato, è meglio saperlo il primo giorno. Si possono rivedere la casa da comprare, il mutuo, i tempi. Si decide con calma, invece di scoprirlo dopo mesi di visite senza proposte.

Le domande che facciamo

Al primo incontro facciamo poche domande, sempre le stesse:

  • Perché vendi, o perché compri?
  • Entro quando?
  • Cosa succede dopo: un'altra casa, un trasferimento, una divisione tra eredi?
  • Quanto puoi spendere davvero, mutuo compreso?
  • Su cosa non sei disposto a cedere?

Sono domande semplici. Qualcuno le trova personali, ed è vero: lo sono. Senza le risposte, anche la valutazione più precisa resta un numero.

E i numeri, oggi, li trova chiunque. A Roma, nel 2022-2023, secondo Tecnoborsa, più di un venditore su tre si è stimato la casa da solo, con i programmi su internet. Una stima online conosce i metri quadri e la zona. Non sa se devi lasciare la casa entro marzo, o se senza la casa nuova non vendi. Ne parliamo in Valutazioni online: perché sbagliano.

Dietro ogni compravendita c'è una famiglia che cambia vita.

Come cambia il lavoro

Dalle risposte nasce la strategia. Qualche esempio:

  • Chi ha tempi stretti parte con un prezzo che attira subito le persone giuste, e una data di rogito realistica.
  • Chi deve vendere per comprare mette in fila i passaggi: prima la vendita con tempi concordati, poi l'acquisto. Ne parliamo in Vendere e comprare insieme.
  • Chi ha ereditato con fratelli o sorelle ha bisogno prima di tutto di un valore condiviso, e di una persona che parli con tutti.
  • Chi compra con il mutuo parte dalla banca, non dagli annunci.

Anche per chi compra

Lo stesso vale dall'altra parte. Nel primo semestre del 2026, secondo Tecnocasa, il 74,8% di chi ha comprato casa lo ha fatto per viverci, il 18% per investire, il 7,2% per le vacanze. Chi investe guarda quanto rende la casa. Chi compra per viverci guarda la rata del mutuo, la scuola, la strada per il lavoro.

Anche tra chi compra per viverci le esigenze cambiano. Due coppie con lo stesso budget possono cercare case opposte: una vuole il centro, l'altra il giardino. Una ha bambini piccoli e guarda le scuole. L'altra lavora a Roma e guarda la stazione.

Per questo, prima di mostrare una casa, chiediamo. È il modo per mostrartene meno, e più giuste.

Le esigenze cambiano strada facendo

C'è un'ultima cosa che abbiamo imparato: le risposte del primo incontro non sono per sempre.

Chi cercava tre camere scopre, dopo cinque visite, che gli basta un giardino. Chi doveva vendere entro marzo ottiene una proroga dal lavoro. Chi voleva il centro di Bracciano si innamora di una casa a Vigna di Valle.

Per questo le domande non le facciamo una volta sola. Dopo ogni visita, dopo ogni proposta, chi ti segue le rifà, con parole diverse. Se le esigenze cambiano, cambia la ricerca. E chi ti segue è sempre la stessa persona, quindi non devi rispiegare tutto da capo.

In pratica: prima di chiamare un'agenzia

  • Scrivi in una riga perché vendi o compri.
  • Segna la data entro cui ti serve chiudere.
  • Se devi comprare dopo, chiedi alla banca quanto ti finanzia.
  • Prepara le domande che hai: anche quelle che ti sembrano banali.

Prima di parlare di immobili, parliamo di esigenze. Il resto viene dopo, e viene meglio.

Matteo

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