La casa nella separazione: a chi resta, il mutuo e le strade possibili
A chi va la casa, cosa succede al mutuo cointestato e quali sono le soluzioni. Le regole principali, per decidere con lucidità.
In una separazione la casa è spesso la questione più delicata. È un bene, un mutuo da pagare, e il luogo dove sono cresciuti i figli.
Conoscere le regole aiuta a decidere con più calma. Le decisioni si prendono con l'avvocato: qui trovi il quadro, e la parte che riguarda il valore della casa.
In breve
- Se ci sono figli minori, o maggiorenni non ancora autonomi, il giudice può assegnare la casa al genitore con cui vivono, anche se non ne è proprietario.
- Una casa comprata durante il matrimonio, in comunione dei beni, è di tutti e due anche se intestata a uno solo.
- Il mutuo cointestato resta di entrambi finché la banca non accetta un cambiamento.
Di chi è la casa
- Comunione dei beni: la casa comprata durante il matrimonio appartiene a tutti e due, anche se nell'atto compare un solo nome. Fanno eccezione i beni personali. Per esempio la casa comprata con il ricavato di un bene che avevi già prima del matrimonio: è solo tua se lo dichiari nell'atto di acquisto e anche l'altro coniuge partecipa all'atto.
- Separazione dei beni: la casa è di chi risulta nell'atto, per le quote indicate.
- Casa avuta prima del matrimonio: resta di chi l'aveva.
- Casa ricevuta in eredità o in donazione, anche durante il matrimonio: è solo di chi l'ha ricevuta, salvo che il testamento o la donazione dicano diversamente.
Chi ci resta a vivere
Con i figli minori, o maggiorenni non ancora autonomi, il giudice guarda prima di tutto a loro. Può assegnare l'uso della casa al genitore con cui vivono, anche se la proprietà è dell'altro.
L'assegnazione riguarda l'uso, non la proprietà. Vale anche verso chi compra: per nove anni anche se non è trascritta, oltre i nove anni se è trascritta. Per questo pesa molto sul valore e sulla possibilità di vendere.
Il mutuo cointestato
Per la banca, chi ha firmato il mutuo resta obbligato. Gli accordi tra coniugi non cambiano questo fatto da soli.
- Accollo: uno dei due si prende tutto il mutuo. Serve il consenso della banca, che valuta il suo reddito.
- Vendita: con il prezzo si estingue il mutuo e si divide quello che resta.
- Si continua a pagare insieme: possibile, ma va scritto chi paga cosa, e fino a quando.
Le strade possibili
- Uno compra la quota dell'altroServe un valore condiviso e la possibilità di pagare, o di accollarsi il mutuo.
- Si vende e si divideLa soluzione più netta. Conviene se nessuno dei due può o vuole tenerla.
- Si resta comproprietari per un periodoPer esempio finché i figli crescono. Va scritto bene: chi usa la casa, chi paga le spese, quando si vende.
Un vantaggio da conoscere. I trasferimenti della casa previsti negli accordi di separazione o di divorzio, davanti al giudice o con la negoziazione assistita dagli avvocati, sono esenti da imposta di registro, ipotecaria, catastale e di bollo. Vale tra coniugi e anche verso i figli, se l'accordo dice che il trasferimento serve a risolvere la crisi. Il compenso del notaio resta. Va scritto bene negli accordi: chiedilo all'avvocato e al notaio.
Il punto di partenza: il valore
Quando le emozioni sono tante, un numero oggettivo aiuta. Una valutazione basata sulle compravendite reali della zona, uguale per tutti e due, toglie di mezzo una discussione e lascia spazio alle decisioni.
Cosa portare all'avvocato
- L'atto di acquisto, con il regime patrimoniale indicato.
- Il contratto di mutuo e il conteggio del debito residuo.
- Una valutazione aggiornata della casa.
- Le spese ricorrenti: condominio, IMU, utenze.
Una casa può essere il luogo di un capitolo che si chiude. Il nostro lavoro è far sì che sia anche il punto di partenza di quello dopo.
Una valutazione chiara, uguale per entrambi, è spesso il primo passo per un accordo.
Fonti
- Codice civile, art. 177: gli acquisti in comunione legale (Normattiva)
- Codice civile, art. 179: i beni personali (Normattiva)
- Codice civile, art. 337-sexies: l'assegnazione della casa familiare (Normattiva)
- Cassazione, Sezioni Unite, n. 11096/2002: l'assegnazione della casa familiare e il terzo acquirente (massima, Brocardi)
- Legge 74/1987, art. 19: esenzione dalle imposte degli atti di separazione e divorzio, testo in vigore fino al 31 dicembre 2026 (Normattiva)
- D.Lgs. 123/2025, Testo unico registro e altri tributi indiretti, art. 195: la stessa esenzione dal 1° gennaio 2027 (Normattiva)
- Notaionline, «Trasferire la casa al coniuge in separazione: imposte e costi» (aggiornato al 24 settembre 2026)
Le informazioni hanno carattere generale e sono aggiornate alla data di pubblicazione. Per il tuo caso specifico parla con il notaio o con un professionista.
